Casale Le Crete

IL 25 LUGLIO
ABBIAMO RIAPERTO “JO VÁRECO” !!!!

 

Un'immagine da Google Earth de Jo Vàreco

Com'è andata?

Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo riaperto il sentiero dejo vàreco - che collegava i piani Palentini (Villa San Sebastiano) alle stupende faggete dei monti Simbruini e Carseolani attraverso il caratteristico borgo di Verrecchie - domenica 25 mattina. Non eravamo in tanti, ma sono state sufficienti 10 persone armate di seghe, accette, roncole, forbici da potatura e altri attrezzi per riaprire un sentiero antico, legato alla storia delle nostre terre.
10 persone che erano armate anche di tanta buona volontà e che non si sono lasciate intimorire dal lavoro.
Ora il sentiero è percorribile, ma c’è ancora tanto da fare. Ai segni rossi provvisori si devono sostituire i segni definitivi, a vernice bianco-rossa di norma. E poi si devono piantare pali dove ci sono prati da attraversare senza alberi o sassi. Finita questa fase, ne inizierà un’altra: trasformare il sentiero in un luogo che invogli tutti a percorrerlo.
Dalla mappatura del percorso per mettere a disposizione gratuitamente le tracce GPS su internet, alla costruzione di pannelli introduttivi e altro. In questa fase speriamo che le realtà locali possano aiutare le persone di buona volontà che credono in questo progetto. E che questo sia solo l’inizio di un lavoro di recupero di sentieri locali per valorizzare il turismo escursionistico, il turismo equestre ed il mountain biking: ovvero le grandi potenzialità delle cittadine di Cappadocia e Tagliacozzo.
Ringraziamo i dieci “eroi” che sono usciti sanguinanti (per le spine e i rovi) ma vincitori da questa sfida: Mario e Corrado di Verrecchie, Paola di Chieti, Mario dalla Romania che vive a Verrecchie, Alessandro di Tagliacozzo, Vittoriano e Germano da Celano, Andrea di Roma che vive a Villa San Sebastiano, coordinati dagli Accompagnatori di Media Montagna della Regione Abruzzo Alberto Liberati e Luca Gianotti.


I volontari al lavoro

I volontari del 25 luglio 2010

Il racconto di un protagonista (Andrea Troisi)

C'era una volta un sentiero che usavano i paesani della zona per raccogliere la legna. Anzi ce ne erano più d'uno.
Ma su uno in particolare si posarono gli occhi di Luca che già vedeva, in quel vecchio tratturo (jo vareco = il valico), un futuro sentiero bello, percorribile anche dai suoi somarelli e segnato da bellissimi paletti di legno. Certo per ora ci poteva solo immaginare perchè la natura aveva coperto di vegetazione più o meno fitta composta da rovi, rovi e ancora rovi quel vecchio tratturo a malapena evidenziato da segni rossi.
Ma come si dice spesso "volere è potere" (anzi in questo caso "volere è potare"): quindi Luca ha messo insieme un'armata di volontari che, armati fino ai denti di...cesoie, seghe, seghetti, asce e falcetti e...bombolette di spray rosse, si divisero in due gruppi per affrontare ed accerchiare il...tratturo!!!
Luca, Vittoriano, Germano e Andrea attaccarono da Villa S. Sebastiano mentre Alberto, Alessandro, Mario, Corrado e Paola attaccarono da Verrecchie. A quest'ultimo gruppo si aggiunge anche Mario rumeno di Verrecchie.
Appuntamento per tutti e due i gruppi alle ore 7,00 del 25/7. Partenza in contemporanea alle ore 7,30 e via.
L'avventura ha inizio.
All'inizio il mio gruppo non trova molte difficoltà salvo, su un pianoro, segnalare con "omini" di pietra e bastoni la direzione per riprendere il sentiero. In seguito proviamo a ripassare/segnare con la bomboletta alcuni passaggi meno visibili.
Poi cominciamo a salire e ad inoltrarci nel bosco. E qui cominciano gli scontri più duri: contro i rovi!!!
Dopo la prima "battaglia" ci riprendiamo con un sorso d'acqua e ripartiamo: la vegetazione si para davanti a noi sempre più fitta!
Ma abbiamo ragione di un primo e poi di un secondo e infine di un terzo groviglio di piante, rovi, liane ecc.
Finalmente arriviamo al luogo dell'appuntamento con l'altro gruppo.
Ai margini del bosco ci rilassiamo e contiamo le ns ferite: nelle quattro braccia sx un totale di 5428 graffi più o meno profondi (media 1357 graffi a testa).
Nelle quattro braccia dx un totale di 7112 graffi (media 1778 a testa).
Ma ce l'abbiamo fatta.
E finalmente a casa!!! Doccia, pranzo fugace e riposo!!!
Ma sul più bello la mia compagna tuona: che hai fatto con tutti quei graffi? Chi è stata?
Amici la prossima volta sto a casa. Che è meglio!!


Cos’è “Jo vàreco”?
Jo vàreco, chiamato anche “La via della legna”, era il sentiero che collegava Villa San Sebastiano, e quindi la piana marsicana, ai monti Simbruini, passando da Verrecchie. Era il sentiero che gli abitanti dei Piani Palentini percorrevano alcune volte all’anno per andare a procurarsi la legna per l’inverno, caricando i loro asini. Il sentiero portava alla Valle della Dogana (piana ella Ducana), al Morbano, alle fonti del Faggio (fonte ejo Fao), della Spina (fonte ella Spina), a Fonte Vetrina (fonte Autrina), insomma in quelle grandi faggete dove veniva autorizzato il taglio del legname.
Questa storia della tradizione abruzzese è narrata con particolari nel libro di Damiano Zuccaro “La via della legna: jo vàreco”, pubblicato postumo nel luglio 2009. In questo libro c’è anche una mappa dell’antico sentiero.
Ora il sentiero è chiuso dalla vegetazione, ma un sopralluogo da noi compiuto ci ha convinti che il sentiero meriti di essere valorizzato a scopo turistico-escursionistico, rendendolo fruibile a tutti.


Come fare per riaprirlo?
Stiamo cercando di coinvolgere le due comunità interessate dal sentiero: Villa San Sebastiano e Verrecchie. Se entrambe le comunità, con il passaparola, con l’aiuto delle locali Pro Loco, ecc. si impegnano per trovare volontari, ce la possiamo fare! Ovviamente tutti gli appassionati di ogni dove sono i benvenuti!

Contatti: per il gruppo da Villa: Luca Gianotti 348 2265735 - luca@camminoprofondo.it
per il gruppo da Verrecchie: Alberto Liberati 347 8520434 – trekking@email.it

 

con l'amichevole collaborazione di:

Pro Loco di Verrecchie

Cai di Celano

Associazione Azimuth di Roma

Deep Walking

 

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Hi ho a tutti! da Nino che vive alle Vigne di Villa


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